Dalla Bat l'appello a Zingaretti: "Il PD ha bisogno di lui"

Brunilde Fioravanti
Marzo 6, 2021

E qui ha dichiarato: "Ci siamo stancati - ha detto - di una politica fatta sugli schermi e con decine di comunicati". Serve una proposta politica credibile, e non spetta a noi farla, ma spetta ai partiti politici.

Quelle dimissioni sono la scelta di chi, con lealtà e generosità, ha guidato in questi ultimi due anni una comunità portandola da una condizione di sconfitta e isolamento nuovamente al centro della vicenda politica italiana aiutando così il Paese a ricostruire il proprio rapporto con l'Europa in uno dei passaggi più drammatici della storia nazionale. "Abbiamo con noi i sacchi a pelo perché non ci basta essere ascoltati, chiediamo una iniziativa politica e siamo disposti ad accamparsi finché non la avremo". Abbiamo poi rinnovato la richiesta affinchè si verifichi la reale fattibilità di produrre in Italia vaccini già autorizzati ed esplorare la possibilità di acquistarne di nuovi: come quello di Johnson & Johnson, per cui c'è bisogno di velocizzare le procedure di validazione. Io continuo a sperare che ci ripensi, ma so che è molto difficile.

Lo stesso Zingaretti, nei giorni scorsi, aveva proposto alla Direzione nazionale del partito di aprire un confronto congressuale sull'identità e sui contenuti per consentire alla principale forza del centrosinistra italiano di stare dentro la nuova fase politica che si è aperta con la nascita del governo Draghi. Ma non si può lasciare un lavoro a metà, non ce lo possiamo permettere.

Per la presidente del Pd Valentina Cuppi (che, alla fine, ha incontrato una delegazione delle Sardine) si tratta di "un'iniziativa da accogliere con entusiasmo perché è una proposta combattiva e costruttiva". Oggi andremo a dire che fuori dai palazzi c'è un mare di bellezza e un'ecatombe di esclusi. Noi lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle - aggiungono -.

Del resto, piaccia o no, la strategia di un fronte formato da Pd e M5s per combattere la destra ha, per il momento, fallito e il fatto che Conte, indicato più volte dal segretario Pd come "punto di riferimento riformista" e "federatore" di questo nuovo centrosinistra, abbia deciso sostanzialmente di diventare organico al M5s ha maggiormente logorato il suo partito.

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