Bianchi: "Tutti a scuola fino al 30 giugno? No, ecco come faremo"

Cornelia Mascio
Marzo 6, 2021

"Capisco voler fare i titoloni sulla Dad ma la scuola è presenza. Sono separata e il padre dei bimbi non può venire tutti i giorni, quindi mi sono presa del tempo per stare con i bambini anche perché la mia terzogenita, che va alle elementari, ha bisogno di essere seguita, ha difficoltà di apprendimento e la maestra mi ha detto che riesce a seguire la dad, ma va aiutata". "Dopo si tornerà in presenza facendo tesoro delle esperienze". "Anche il lavoro è cambiato negli anni - ha aggiunto - bisogna allargare le nostre capacità senza avere paura degli strumenti". Gli insegnanti sono presenti fino al 30 giugno per tutte le attività della scuola.

Riguardo poi le comunità educanti loro hanno emesso un nuovo bando per rafforzare comprendente parrocchie e scuole.

"Per anni la scuola è stata considerata un mondo a parte, c'era ma non ne parlavamo neanche". Ci siamo trovati difronte ad un evento non prevedibile. Si tratta di mettere in campo diverse sinergie per raggiungere ragazzi e famiglie e fare alleanza con le scuole. "Io spero subito, quanto meno il prima possibile arriveranno gli aiuti alle famiglie"., ha concluso. "E nelle zone arancioni le regole sono molto stringenti, non sono regole discrezionali", conclude Bianchi su Rai Radio 1. Bisogna arrivare a un uso più consapevole anche della Dad. "Abbiamo diviso il Piemonte in 38 distretti e abbiamo applicato i parametri che ci ha dato il Governo distretto per distretto, in modo da non chiudere dove non è strettamente necessario".

"Sono misure dolorose e si vorrebbero evitare, tanto che abbiamo fatto un lavoro certosino", commenta il presidente della Regione Piemone, Alberto Cirio.

Il neo Ministro sottolinea che ritiene errato il termine "scuole chiuse", perché si fa didattica a distanza, quindi la scuola continua a funzionare. Una didattica a distanza che per adesso riguarderà di nuovo i territori in zona rossa: "Si farà didattica a distanza nelle zone rosse o in quelle con situazioni epidemiologiche che richiedono maggiori restrizioni".

Per esempio, di recente, le mamme hanno avanzato la protesta: "la scuola non si chiude". Ci sarà un grande piano - conclude -. "Siamo davanti a un oggettivo cambiamento delle condizioni".

"Il punto cruciale del nostro Recovery Plan per l'Istruzione sarà la lotta contro la dispersione scolastica e la povertà educativa". Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.

Altre relazioniGrafFiotech

Discuti questo articolo

Segui i nostri GIORNALE