Franceschini: "Italia orgogliosa di ospitare Manifesta 12"

Remigio Civitarese
Novembre 30, 2017

"Coltivare la coesistenza", il progetto del team curatoriale interdisciplinare si concentrerà sull'idea di "giardino", esplorandone la capacità di aggregare le differenze e generare vita da tutti i movimenti e flussi migratori.

Manifesta, la biennale nomade europea, si svolgerà a Palermo dal 16 giugno al 4 novembre 2018.

In attesa di sapere come sarà affrontato tutto ciò e chi saranno gli artisti invitati, i curatori hanno specificato che la biennale si articolerà in quattro sezioni, ognuna dedicata a una declinazione diversa del tema curatoriale.

Si chiude dunque la prima fase, denominata "Palermo Atlas" e affidata interamente ad OMA, che prende la forma di una pubblicazione consultabile al Teatro Garibaldi - quartier generale di Manifesta 12 - e presto disponibile in formato e-book.

Fulcro della conferenza stampa, il potenziale di Palermo come centro del Mediterraneo, osservatorio per esaminare un'idea di arte che parte dal territorio e si arricchisce nelle contaminazioni di paesi e culture diverse, situata com'è al crocevia di tre continenti. "Si tratta - ha spiegato l'architetto italiano e partner di Oma Ippolito Pestellini Laparelli - di un'approfondita ricerca sulla città passata e presente, una raccolta di modelli, percezioni, storie e testimonianze raccolte sul terreno, visitando un centinaio di siti. Da un lato, Palermo è punto di partenza per raccontare la storia del Mediterraneo e dell'Europa in generale, dall'altra è una riflessione sulle caratteristiche specifiche di Palermo". Queste sono le città che hanno in precedenza ospitato la Rassegna Internazionale: Manifesta 1, Rotterdam (Olanda, 1996); Manifesta 2, Lussemburgo (Lussemburgo, 1998); Manifesta 3, Lubiana (Slovenia, 2000); Manifesta 4, Francoforte (Germania, 2002); Manifesta 5, Donostia-San Sebastián (Spagna, 2004); Manifesta 6, Nicosia (Cipro, 2006 – cancellata); Manifesta 7, Trentino-Alto Adige (Italia, 2008); Manifesta 8, Murcia - Cartagena (Spagna, 2010); Manifesta 9, Genk-Limburg (Belgio, 2012); Manifesta 10, San Pietroburgo (Russia, 2014); Manifesta 11, Zurigo (Svizzera, 2016).

"M12 intende collaborare con la città per mobilitare la cittadinanza e lasciare un'eredità duratura". Inoltre, nel 2018 Palermo sarà anche capitale italiana della cultura: una concomitanza che offre alla città la possibilità di rilanciarsi nel panorama nazionale e internazionale proprio in un periodo in cui "qui si articolano importanti fenomeni geopolitici, sociali ed ecologici del nostro tempo", secondo le parole della direttrice Fijen.

Per esempio, Manifesta ospita attualmente un progetto di ricerca condiviso con gli studenti della Scuola d'Arte di Utrecht e dell'Università di Palermo.

Rientra tra i luoghi anche l'Orto Botanico, che ospiterà una delle quattro sezioni principali di Manifesta (Garden of Flows) che si concentra sulla tossicità, sulla vita delle piante e sulla cultura del giardinaggio in prospettiva globale.

E infine palazzo Butera, nell'antico quartiere della Kalsa: oggi oggetto di imponenti lavori di ristrutturazione e adattamento che a breve sarà sede museale e culturale a opera di Francesca e Massimo Valsecchi.

"Manifesta 12 non sarà l'anno zero o l'anno mille della città di Palermo - ha dichiarato il sindaco Orlando - sarà solamente l'occasione per gettare dei semi e potare alcune realtà; un'opportunità per la città di cambiare e proiettarsi nel migliore dei modi al futuro, un'occasione per la stessa biennale per sperimentare un nuovo metodo di lavoro".

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